Risultati delle ispezioni CarAudit: Tesla Model 3 o Ford Mustang tra i peggiori, eccellono i modelli BMW e Volvo

  • La piattaforma Carvago ha analizzato i risultati delle ispezioni tecniche dettagliate CarAudit, alle quali sottopone ogni auto venduta
  • Complessivamente, Carvago sconsiglia circa un’auto su quattro, e nel 10% dei casi il motivo è direttamente lo stato tecnico
  • Il modello tecnicamente più a rischio secondo l’analisi è la Peugeot 3008, seguita da Opel Insignia e Jeep Compass
  • All’estremo opposto si trovano Hyundai Kona, BMW i3, BMW X5 e Toyota RAV4 con una percentuale pari a zero di auto sconsigliate per le condizioni tecniche
  • Sebbene solo lo 0,3% dei veicoli elettrici ispezionati presenti problemi alla batteria, complessivamente risultano più a rischio dei diesel
  • Il rischio delle auto usate varia significativamente da paese a paese: in Italia è 15 volte superiore rispetto alla Svezia

I modelli più a rischio sul mercato europeo delle auto usate sono Peugeot 3008, Opel Insignia e Jeep Compass. È quanto emerge dall’analisi dei risultati delle ispezioni pre-acquisto dettagliate CarAudit, a cui viene sottoposta ogni auto ordinata sulla piattaforma Carvago. Il vincitore assoluto è invece la Hyundai Kona, seguita da due modelli BMW. In generale, le condizioni dei veicoli peggiorano con l’aumentare dell’età e del chilometraggio. Inoltre, esistono notevoli differenze di qualità tra i vari paesi.

«L’ispezione tecnica CarAudit è molto dettagliata e comprende fino a 270 punti di controllo. In circa un quarto dei casi capita di non consigliare al cliente l’acquisto dell’auto selezionata», spiega Antonio Gentile, Country Manager Carvago Italia. «Le ragioni più frequenti includono la cronologia dei tagliandi, incongruenze nella documentazione o la discrepanza tra le specifiche reali dell’auto e quanto dichiarato dal venditore nell’annuncio. Alcune varianti di modelli e annate particolarmente problematiche mancano del tutto su Carvago.com, in quanto la nostra Blacklist, costantemente aggiornata, le esclude preventivamente. Circa il 10 percento delle auto ispezionate, tuttavia, non riceve la raccomandazione direttamente a causa delle condizioni tecniche dello specifico veicolo esaminato – ed è proprio su questo che si è concentrato il nostro ultimo studio.»

Sulla base di decine di migliaia di ispezioni CarAudit effettuate tra il 2023 e il 2026, il team analitico di Carvago ha compilato una panoramica dei modelli ai quali lo stato tecnico impone lo stop con maggiore frequenza percentuale.* Dopo un aggiustamento statistico per l’impatto di età e chilometraggio (vedi spiegazione dettagliata della metodologia alla fine di questo comunicato stampa), è emerso che il modello in assoluto più a rischio è la Peugeot 3008. Il rischio di non superare il CarAudit per questo modello è 2,38 volte superiore rispetto alla media delle auto di età e chilometraggio comparabili. La top 10 dei peggiori è chiusa, un po’ a sorpresa, dalla Honda Civic. 

I 10 modelli più problematici secondo le ispezioni CarAudit

Posizione Modello Quota (%) di non raccomandate Coefficiente di rischio
1. Peugeot 3008 14,5 2,38
2. Opel Insignia 19,4 2,26
3. Jeep Compass 16,1 2,25
4. Ford Mustang 11,7 2,15
5. Ford Focus 22,5 2,08
6. Opel Astra 27,5 1,96
7. Tesla Model 3 15,0 1,93
8. Alfa Romeo Stelvio 14,3 1,89
9. VW ID.4 8,5 1,55
10. Honda Civic 19,4 1,5

Perché le auto vengono bocciate: dalle perdite d’olio ai freni corrosi

La categoria più frequente è quella dei difetti tecnici (35,6%). Se ci concentriamo solo su questi, nel 58% dei casi il problema risiede nell’unità di propulsione (funzionamento rumoroso, perdite d’olio, avviamenti difficoltosi). Quasi un terzo (32%) è rappresentato da elettronica e sistemi di assistenza difettosi, mentre nell’11% dei casi gli ispettori Carvago rilevano gravi problemi ai freni che vanno oltre la normale usura. Allarmante è tuttavia il secondo posto tra le cause di rifiuto: un’auto scartata su quattro (25,3%) ha alle spalle una riparazione non professionale dopo un incidente o una verniciatura inadeguata. Altri motivi includono danni non riparati causati dalla grandine (11,3 percento), danni attuali alla carrozzeria (9,9 percento) e condizioni generali pessime (9,1 percento).

Esempi scoraggianti dalla pratica

Per due Alfa Romeo Giulia su tre che non superano l’ispezione CarAudit, il motivo è un difetto tecnico. I meccanici di Carvago si imbattono, ad esempio, in auto che segnalano contemporaneamente guasti al motore, al filtro DPF e al sistema start-stop, ma anche in perdite di liquido dei freni pericolose per la vita provenienti da tubazioni dei freni corrose. (Complessivamente, la Giulia si posiziona all’11° posto con un indice di rischio di 1,49, subito dietro la Honda Civic.) Nei modelli Opel Astra e Ford Focus si ripete spesso uno schema dominante di perdite d’olio e motori rumorosi o con funzionamento irregolare. L’Astra soffre inoltre spesso di corrosione dei sottoporta. Una pericolosa corrosione del sottoscocca è tipica, tra l’altro, dell’apprezzata (e meccanicamente affidabile) roadster Mazda MX-5.

Il paradosso Tesla

Quando acquistano veicoli elettrici usati, i clienti si preoccupano quasi esclusivamente dello stato e del degrado della costosa batteria di trazione. Tuttavia, questa risulta difettosa solo di rado: in appena lo 0,3% dei veicoli elettrici ispezionati. Nonostante ciò, le auto a trazione elettrica non sono immuni da problemi. Il loro coefficiente di rischio è addirittura leggermente superiore a quello dei diesel (1,16 contro 0,94). I motivi non sono affatto legati al tipo di propulsione. Un caso emblematico è la popolare Tesla Model 3. Il motivo per cui ne viene sconsigliato l’acquisto sono spesso riparazioni non professionali a seguito di incidenti. Le officine tradizionali, infatti, hanno spesso difficoltà a gestire l’alluminio e le giunzioni incollate. I tecnici Carvago si imbattono inoltre, nelle Tesla, in tetti panoramici incrinati difficili da riparare, in uno stato di trascuratezza generale e, ripetutamente, in muffa negli interni. A questo frequente cattivo stato contribuisce probabilmente anche l’errata convinzione di molti proprietari che le auto Tesla non necessitino di manutenzione regolare.

I primi della classe inaspettati

All’estremità opposta della classifica troviamo modelli con un tasso di non raccomandazione nullo o quasi nullo. Nel caso di Hyundai Kona, BMW i3, BMW X5 e Toyota RAV4, negli ultimi tre anni e oltre non è mai successo che un’auto non superasse l’ispezione CarAudit a causa delle condizioni tecniche. Anche i modelli del marchio Volvo si presentano sotto una luce favorevole.

I 10 modelli meno problematici secondo le ispezioni CarAudit

Posizione Modello Quota (%) di non raccomandate Coefficiente di rischio
1. Hyundai Kona 0 0
2. BMW i3 0 0
3. BMW X5 0 0
4. Toyota RAV4 0 0
5. Volvo V90 0,6 0,07
6. Volvo V60 1,2 0,15
7. VW ID.3 1,2 0,22
8. Ford S-Max 2,2 0,26
9. Audi Q3 2,4 0,3
10. Subaru Outback 2,0 0,35

La statistica è ovviamente influenzata dalla struttura della domanda su Carvago. I marchi e i modelli che i clienti ordinano poco o per nulla non vi figurano.

«È evidente che le nostre scoperte, basate su ispezioni dettagliate delle auto ordinate, offrono spesso un quadro diverso rispetto a varie classifiche di affidabilità popolari, compilate sulla base di questionari, interventi di assistenza stradale o revisioni tecniche obbligatorie per legge», commenta Antonio Gentile. «Nel complesso, i risultati delle ispezioni CarAudit confermano chiaramente che fare affidamento sulla reputazione di un modello può essere molto insidioso quando si sceglie un’auto di seconda mano. Più l’auto è vecchia e con molti chilometri, più entrano in gioco, oltre ai fattori di progettazione, la scrupolosità delle officine e l’approccio dei precedenti proprietari alla manutenzione e alle riparazioni. L’unica strada sicura è un’ispezione fisica accurata, proprio come il nostro CarAudit.»

Meglio più recente e dalla Svezia che più vecchia e dall’Italia

Non sorprende che esista una chiara relazione tra le condizioni dell’auto e la sua età o il chilometraggio. Mentre per le auto fino a due anni di età e 60 mila km il tasso di veicoli sconsigliati (per condizioni tecniche) è solo dell’1,3%, per le auto di cinque anni con un chilometraggio tra i 60 e i 120 mila km sale al 7,4%. Le auto con più di 11 anni e oltre 150 mila chilometri percorsi vengono poi ritenute inadeguate dai meccanici Carvago in più di un terzo (33,8%) dei casi. Il risultato del CarAudit può essere in una certa misura anticipato anche in base al paese in cui l’auto viene messa in vendita. Mentre la Svezia mostra un coefficiente di rischio aggiustato di soli 0,29 (è quindi più di tre volte migliore della media), in Italia è di 4,49 – quasi cinque volte peggiore della media e oltre quindici volte peggiore della Svezia. Slovacchia e Repubblica Ceca si classificano tra i paesi più sicuri con un coefficiente inferiore a 1,0. La Germania, da cui proviene la maggior parte dei veicoli nel campione, si attesta a ridosso della media con un coefficiente di 1,04.

Posizione Paese Quota (%) di non raccomandate Coefficiente di rischio
1. Svezia 2,4 0,29
2. Slovacchia 6,8 0,85
3. Austria 9,2 0,95
4. Repubblica Ceca 6,9 0,98
5. Germania 10,1 1,04
6. Paesi Bassi 12,3 1,21
7. Belgio 16,0 1,28
8. Polonia 10,3 1,32
9. Francia 13,6 1,99
10. Italia 23,1 4,49

Ogni auto ordinata tramite Carvago è sottoposta all’ispezione tecnica dettagliata standardizzata CarAudit, che comprende fino a 270 punti di controllo. CarAudit è uno dei pilastri dell’iniziativa Carvago per un acquisto sicuro, che dimostra come anche l’acquisto di un’auto usata possa essere un’esperienza piacevole e priva di rischi. L’iniziativa comprende inoltre il disbrigo di tutte le formalità, la preparazione pre-vendita, la consegna dell’auto a domicilio e una garanzia di sei mesi, compresa la possibilità di restituire l’auto entro 14 giorni dalla consegna.

* L’analisi si basa sui risultati delle ispezioni tecniche indipendenti CarAudit effettuate dalla società Carvago su veicoli passeggeri usati in tutta Europa nel periodo compreso tra il 2023 e il primo trimestre del 2026. Il set di dati comprende esclusivamente i casi di non raccomandazione all’acquisto a causa delle condizioni tecniche del veicolo. Per consentire un confronto equo tra i modelli senza distorsioni causate da differenze nell’età e nella struttura del chilometraggio, è stato utilizzato il metodo della standardizzazione indiretta con correzione leave-one-out. Il coefficiente aggiustato risultante indica quante volte il rischio di non raccomandazione per un determinato modello è superiore o inferiore rispetto alla media dell’intero campione a parità di età e chilometraggio. La classifica è ordinata in base a questo coefficiente. Nella classifica sono incluse solo le serie di modelli con almeno 50 ispezioni CarAudit effettuate. La ripartizione dei motivi di non raccomandazione e dei profili dei difetti si basa sui registri dettagliati degli ispettori.

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